Storia

Siamo nel 1946 quando nel quartiere di Borgo Palazzo a Bergamo viene creata la polisportiva U.S. Olimpia. È l’anno immediatamente successivo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la gente ha voglia di ricominciare a vivere, di stare assieme ai propri cari e di tornare a divertirsi. Questa la sfida raccolta dalla polisportiva bergamasca, che fin dalle origini si era proposta come sinonimo di uno sport sano ed educativo, non inquinato dall’autoritarismo che negli anni precedenti ne aveva travisato la tipica genuinità.

Allora come oggi, l’educazione sportiva è uno dei capisaldi del gruppo Olimpia, che non guarda unicamente all’atleta ma all’individuo, dandogli la possibilità di trovare nell’attività motoria uno sfogo emotivo difficile da raggiungere nell’ambito della famiglia, della scuola o del lavoro; il piacere di essere a contatto con altri, anche di diverse etnie e nazionalità; l’occasione di mettere alla prova i propri mezzi fisici e morali in una sana competizione.

In origine la polisportiva si componeva di 3 sezioni (calcio, alpinismo e ciclismo), nel corso degli anni si sono aggiunte altre discipline sportive, fino a raggiungere le 6 sezioni attuali di calcio, basket, pallavolo, sci, atletica e tennis da tavolo. La pallavolo in particolare è stata introdotta in Olimpia negli anni 60: si tratta di uno sport nato nei paesi dell’est, che è stato portato in Italia e a Bergamo grazie all’ingegner Arnaldo Eynard, primo Presidente della Federazione Italiana Pallavolo.

La prima Olimpia Volley si componeva di una squadra di serie C e di una squadra giovanile, nata per nessun’altra ragione che quella di fare divertire i ragazzi dell’oratorio; in un secondo momento il team Olimpia ha cominciato a organizzarsi, con più squadre del settore giovanile divise per età e si è accaparrato il suo primo sponsor, il supermercato Despar. La tendenza dell’Olimpia a puntare sui giocatori del settore giovanile per poi introdurre i più promettenti in prima squadra, ha accompagnato la società sportiva per tutta la sua vita: i ragazzini che decidono di giocare a pallavolo nel settore giovanile Olimpia sanno che la prima squadra non è un’utopia, ma è un traguardo realizzabile purché si impegnino ad affinare le proprie capacità.

Il passaggio dalla serie C alla serie B è arrivato con un allenatore d’eccezione, Renzo Paganoni, «una persona molto pratica, senza fronzoli e con una grande passione per questo sport» che – secondo il Presidente onorario di Olimpia Longhi- «a Bergamo è stato la Pallavolo come giocatore, allenatore, dirigente, responsabile di Federazione».

La prima storica promozione in serie A2 è stata raggiunta nel 1981, grazie anche allo schiacciatore americano Jay Anderson, che è stato in assoluto il primo straniero a far parte di Olimpia. Gli anni a seguire sono stati ricchi di risultati sportivi importanti, che sono culminati nella sfiorata promozione in A1 della squadra nel 1986. Purtroppo SAV, che per quasi 15 anni era stata lo sponsor principale del team, fu acquistata da una ditta tedesca, che decise di cessare l’abbinamento con l’Olimpia, che dovette ricominciare da capo partendo dalla serie C. Dopo molti anni lontani dalla pallavolo che conta, nei primi anni 2000 il gruppo Agnelli entra a fare parte della famiglia Olimpia, infondendo nuova vitalità al team bergamasco, che nel 2006 riconquista un posto in A2. La squadra incappa però in una stagione sfortunata e, dopo solo 1 campionato, retrocede in serie B1.

Nella stagione 2009/2010 viene avviato un progetto di rifondazione della squadra, con un cambio di dirigenza che vede affidato il ruolo di Presidente a Nicola Caloni, mentre Angelo Agnelli diventa amministratore delegato. L’ex giocatore Matteo Pesenti diventa in un primo momento direttore sportivo e poi, nella stagione 2015/2016, general manager.  Nella stagione 2016/2017 Enrico Negretti diventa Vicepresidente di Olimpia. Sempre in quell’anno la squadra arriva in A2: Nicola Caloni ed Angelo Agnelli scelgono l’ex-capitano Vito Insalata per il ruolo di direttore sportivo, mentre la guida tecnica viene affidata al coach Gianluca Graziosi, che porta in città gli schiacciatori Oreste Cavuto e Marco Pierotti, nonché l’opposto olandese Hoogendoorn (tutti giocatori arrivati in Superlega). Il coach Graziosi allena la squadra per 2 anni, durante i quali Olimpia compete il primo anno nella semifinale dei playoff e il secondo anno sia nella semifinale dei playoff che nella finalissima di Coppa Italia disputata a Bari.

 

L’attuale stagione 2018/2019 comincia all’insegna delle novità, a partire dalla scelta della dirigenza di modificare il nome della squadra, non più Caloni-Agnelli in riferimento ai 2 main sponsor ma Olimpia Bergamo, per evidenziare l’attaccamento al territorio di questa squadra. In questo modo la squadra bergamasca si stacca dalla dimensione personalistica, per diventare – nelle parole di Angelo Agnelli – «la squadra di tutti». La rifondazione dell’Olimpia passa anche attraverso il nuovo coach Alessandro Spanakis, che dopo essere stato un palleggiatore – l’apice la serie A1 con Latina tra il 2001 e il 2004 – ha cominciato come secondo allenatore nel Club Italia, per poi proseguire su questa strada in B con Monterotondo per 2 anni e successivamente in A2 con Civita Castellana (divenuta Roma dopo il cambio di sede e di denominazione) per altri 4 anni. Proprio con i capitolini il coach ha vinto la finalissima di Coppa Italia in finale contro la Caloni Agnelli a Bari lo scorso 28 gennaio. Definito unanimemente uno dei migliori tecnici a disposizione il coach Spanakis ha raccolto l’eredità di Gianluca Graziosi con passione e umiltà, allenando con ottimi risultati una squadra che rispetto agli anni precedenti risulta quasi completamente nuova (fuorché per la costante presenza di Cargioli, Innocenti, Cioffi e Franzoni).

La nuova Olimpia non perde neppure un attimo per calibrare le dinamiche di squadra, ma fin dalla prima partita di campionato si dimostra affiatata e affamata di vittoria, che ha conquistato in una partita dopo l’altra (con l’unico vero ostacolo segnato dalla partita contro il Piacenza, in cui ha perso 3 a 1). Olimpia ha raggiunto, per il secondo anno consecutivo, la finale della Del Monte Coppa Italia, in cui affronterà proprio Piacenza.

Il passaggio in Superlega è un obiettivo possibile? Certamente secondo i vertici dell’Olimpia, che però frenano sui tempi di realizzazione del salto di livello: in questo momento il team bergamasco si sta concentrando sul consolidamento della propria squadra attraverso un coach esperto e giocatori di alto livello, i cui ottimi risultati durante la stagione di campionato li hanno raccomandati ad una fetta sempre più ampia di pubblico. Con piacere infatti lo staff Olimpia ha registrato che gli ingressi al Palagnelli hanno superato i 1.000 visitatori a partita.

Infine, una menzione particolare va anche agli sponsor della squadra, che ogni anno sostengono il sogno Olimpia e con i quali speriamo di condividere ancora tante vittorie: un ringraziamento allora ai main sponsor Pentole Agnelli e Caloni Trasporti, allo sponsor tecnico Erreà (che fornisce l’abbigliamento tecnico per i nostri giocatori), allo sponsor platinum CPZ, a quelli gold (Agnelli Metalli, Sangalli Tecnologie, ALUProject, Pernice Comunicazione) e a tutti gli altri numerosi sostenitori della squadra bergamasca che periodicamente si riuniscono per dei B2B itineranti. Questi ultimi mettono in contatto persone con la passione per la pallavolo e imprese interessate a compiere delle attività di networking sul territorio bergamasco, che coniughino business e sport.

I giocatori, la dirigenza, lo staff, gli sponsor e il pubblico dei tifosi sono ciò che fa di Olimpia la grande squadra che ha fatto breccia nel cuore di molti bergamaschi. 

 

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