PAOLO GUERINI

Una panchina di novità: il vice Spanakis è Paolo Guerini

Un altro bergamasco nel nuovo progetto Olimpia. In panchina, a fianco di coach Alessandro Spanakis, siederà infatti Paolo Guerini. Laureato in Scienze Motorie, seriano doc, da Fiorano ad Albino ed Alzano senza tralasciare la Val Gandino, l’amore per la pallavolo è sempre stato un caposaldo per un ragazzo che, a 33 anni, decolla per la prima volta con destinazione serie A.

Il curriculum in provincia intanto si poggia su un’esperienza di livello nel settore giovanile di Scanzo con titoli provinciali e regionali nell’Under 19 e conseguente approdo ai nazionali sempre come vice allenatore. Stessa veste stavolta in ambito femminile nel triennio targato Foppapedretti e diviso tra U14 poi tra U 18 e B1. L’Olimpia ora rappresenta un treno in corsa sul quale salire in fretta con un bagaglio cristallino, fatto di low profile, desiderio di apprendere e di mettersi al servizio del team. “Sono galvanizzato e allo stesso tempo un po’impaurito vista l’importanza della categoria – spiega Guerini -. Non ho mai fatto parte di una squadra a questi livelli perciò l’umiltà e la voglia di fare sono due caratteristiche essenziali per sfruttare a dovere un’opportunità del genere”.

Voglia di fare che per Paolo si traduce anche nel lavoro come magazziniere – complice l’incompatibilità d’orario tra la serie A2 e l’amatissimo ruolo d’insegnante d’educazione fisica –  quando il richiamo della palestra non fa sentire il proprio fortissimo eco: “Sono felice – dice – di riuscire a far collimare due attività allo stesso tempo: ogni traguardo impone dei sacrifici, che spero corrispondano a tante soddisfazioni. In entrambi gli ambiti. Una passione che diventa professione a fianco di un allenatore del calibro di Spanakis, un qualcosa che fino ad un paio di mesi fa mi pareva inimmaginabile cosi come rapportarmi con chi la serie A l’ha vissuta e la vive da tempo da protagonista. Fuori e dentro il campo”. Il primo giorno di scuola si avvicina, coach Guerini sta scaldando i motori per portare nel gruppo quella tempra tipicamente orobica della quale non ci si stanca mai.

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